Descrizione
Weekend romantico a Pavarolo, antico borgo posto sulle colline torinesi e celebre per la casa museo del pittore Felice Casorati, offre scorci suggestivi, tranquillità e natura, e nei suoi 3 rinomati ristoranti è possibile gustare un'ottima cucina piemontese all'insegna della natura e della tranquillità. A un passo da Superga e qualche km da Torino potreste trovare un oasi per i sensi, in monolocale indipendente con giardino e piscina esterna ad uso esclusivo...ideale per evadere dalla routine.
Lo spazio
I nostri ospiti alloggeranno nella dependance al piano cortile, di 50 mq circa, completamente indipendente, bagno, frigorifero, aria condizionata e riscaldamento ad uso esclusivo.
Accesso per gli ospiti
Si potrà sfruttare tutta l'area al piano cortile appunto , piscina (nella stagione) zona solarium, giardino e zona salotto nel porticato, fruibili ad uso esclusivo.
Altre cose da tenere a mente
Essendo il cortile l'unica area che consente l'accesso al piano superiore, può capitare che i proprietari transitino appunto dal cortile, lo stretto necessario per gli spostamenti.
L' alloggio è dotato di tendoni sulle porte finestre che al bisogno garantiscono il massimo della privacy.
Numero di registrazione
00118000003
Lo spazio
I nostri ospiti alloggeranno nella dependance al piano cortile, di 50 mq circa, completamente indipendente, bagno, frigorifero, aria condizionata e riscaldamento ad uso esclusivo.
Accesso per gli ospiti
Si potrà sfruttare tutta l'area al piano cortile appunto , piscina (nella stagione) zona solarium, giardino e zona salotto nel porticato, fruibili ad uso esclusivo.
Altre cose da tenere a mente
Essendo il cortile l'unica area che consente l'accesso al piano superiore, può capitare che i proprietari transitino appunto dal cortile, lo stretto necessario per gli spostamenti.
L' alloggio è dotato di tendoni sulle porte finestre che al bisogno garantiscono il massimo della privacy.
Numero di registrazione
00118000003
Indirizzo e punti di contatto
| Nome | Descrizione |
|---|---|
| Indirizzo | Pavarolo Via della Canonica, 24A |
| Telefono | 3356575301 |
| MARIO.PALUMBO73@gmail.com | |
| Web | https://www.airbnb.it/rooms/952032617884272216?adults=1&enable_m3_private_room=true&check_in=2023-10-03&check_out=2023-10-08&source_impression_id=p3_1696359027_Ctcu9SKn1vmh9JEo&previous_page_section_n (Apre il link in una nuova scheda) |
| Codice identificativo (CIN) | 00118000003 |
Mappa
Indirizzo: Via della Canonica, 24/A, 10020 Pavarolo TO, Italia
Coordinate: 45°4'34,5''N 7°50'13,2''E
Indicazioni stradali (Apre il link in una nuova scheda)
Galleria fotografica
L'elemento di riferimento del centro storico di Pavarolo è la torre campanaria ubicata tra la chiesa parrocchiale ed il castello. Ai piedi del campanile si inserisce l'itinerario Casorati (6 opere, della famiglia Casorati riprodotte su cristallo ed esposte lungo le vie del paese) e numerosi mosaici testimonianza delle storiche Biennali di pittura “Felice Casorati a Pavarolo”.
La torre di Pavarolo, che si erge solitaria ai piedi del castello, a pochi passi dalla chiesa parrocchiale, è uno degli edifici più significativi del paese e ne è considerata uno dei simboli, tanto da essere rappresentata anche sullo stemma comunale.
Si tratta di una costruzione originale sia nella collocazione (è infatti isolata rispetto agli edifici circostanti), sia nella forma, con un passaggio che ne attraversa la base.
Si tratta, inoltre, di un edificio la cui storia e le funzioni originarie sono incerte anche se, sui motivi per cui fu costruito, è possibile avanzare qualche ipotesi abbastanza fondata.
Si tratta di una costruzione originale sia nella collocazione (è infatti isolata rispetto agli edifici circostanti), sia nella forma, con un passaggio che ne attraversa la base.
Si tratta, inoltre, di un edificio la cui storia e le funzioni originarie sono incerte anche se, sui motivi per cui fu costruito, è possibile avanzare qualche ipotesi abbastanza fondata.
La prima incognita riguarda la data di costruzione della torre: mancano infatti documenti che vi accennino, ma si è portati a pensare che torre e castello siano all'incirca coevi, e databili attorno all'XI secolo.
Il secondo dubbio riguarda la funzione della torre: scartata l'ipotesi che anche in origine servisse da campanile, sembra più probabile si trattasse di una (ma probabilmente non l'unica, visto che animali e carri non salgono le scale...) porta di accesso al "recinto" che circondava il nucleo del paese.
Una costruzione difensiva, perciò, ma anche un edificio su cui mantenere in permanenza delle sentinelle, posta com'è in posizione dominante rispetto alle valli circostanti.
Se c'era una porta, però, doveva esserci anche un muro, e si affaccia qui il terzo dubbio. Pavarolo aveva davvero una cinta difensiva, ed in caso affermativo, dove correva? Che una cinta ci fosse, lo si desumerebbe anche dalla formula con cui, nel libro degli Ordinati (le relazioni degli antichi consigli comunali) si apriva il resoconto di ogni seduta.
Vi leggiamo, ad esempio: "L 'anno del Signore mille settecento cinquanta nove, ed al diciotto del mese di febbraio, in Pavarolo e stanza del comune ove suole radunarsi l'ordinario Conseglio del/a presente Comunità, posta nel Recinto, si sono congregati....
C'è un recinto, dunque e, alle spalle della torre, c'è una via che ancora oggi si chiama Barbacana.
Il barbacane è il muro esterno delle fortezze: la torre, allora, potrebbe essere stata la difesa eretta nel punto in cui il muro (che probabilmente si svolgeva attorno al cocuzzolo su cui sorge il castello) si interrompeva per consentire l'accesso all'interno.
Il quarto ed ultimo dubbio riguarda la scala che conduce alla torre: alla sua base, vi sono due ampi archi (ora murati), che disegnano all'esterno il percorso della volta scavata nel terrapieno che la sostiene. All'inizio del secolo, dietro la scala passava la strada di accesso al paese. Quando questa è stata allargata e spostata più a valle.
È stato necessario interrompere il percorso della scala che, dalla torre, scendeva al piazzale della chiesa parrocchiale presso la quale, un tempo, si trovava anche il cimitero.
Nei vari interventi, inoltre, è andato distrutto anche l'arco (chiuso probabilmente da una porta) che si trovava all'ingresso del camposanto.
Per quale motivo sarebbe stato necessario fare una volta sotto la scala di accesso alla torre?.
Non è forse più probabile che sotto la scala si trovasse un fossato (a difesa del lato esterno del "recinto")?.
Lo spunto per questa ipotesi è legato alla presenza di un grande stagno che, all'inizio del secolo, si trovava al centro del paese.
Una costruzione difensiva, perciò, ma anche un edificio su cui mantenere in permanenza delle sentinelle, posta com'è in posizione dominante rispetto alle valli circostanti.
Se c'era una porta, però, doveva esserci anche un muro, e si affaccia qui il terzo dubbio. Pavarolo aveva davvero una cinta difensiva, ed in caso affermativo, dove correva? Che una cinta ci fosse, lo si desumerebbe anche dalla formula con cui, nel libro degli Ordinati (le relazioni degli antichi consigli comunali) si apriva il resoconto di ogni seduta.
Vi leggiamo, ad esempio: "L 'anno del Signore mille settecento cinquanta nove, ed al diciotto del mese di febbraio, in Pavarolo e stanza del comune ove suole radunarsi l'ordinario Conseglio del/a presente Comunità, posta nel Recinto, si sono congregati....
C'è un recinto, dunque e, alle spalle della torre, c'è una via che ancora oggi si chiama Barbacana.
Il barbacane è il muro esterno delle fortezze: la torre, allora, potrebbe essere stata la difesa eretta nel punto in cui il muro (che probabilmente si svolgeva attorno al cocuzzolo su cui sorge il castello) si interrompeva per consentire l'accesso all'interno.
Il quarto ed ultimo dubbio riguarda la scala che conduce alla torre: alla sua base, vi sono due ampi archi (ora murati), che disegnano all'esterno il percorso della volta scavata nel terrapieno che la sostiene. All'inizio del secolo, dietro la scala passava la strada di accesso al paese. Quando questa è stata allargata e spostata più a valle.
È stato necessario interrompere il percorso della scala che, dalla torre, scendeva al piazzale della chiesa parrocchiale presso la quale, un tempo, si trovava anche il cimitero.
Nei vari interventi, inoltre, è andato distrutto anche l'arco (chiuso probabilmente da una porta) che si trovava all'ingresso del camposanto.
Per quale motivo sarebbe stato necessario fare una volta sotto la scala di accesso alla torre?.
Non è forse più probabile che sotto la scala si trovasse un fossato (a difesa del lato esterno del "recinto")?.
Lo spunto per questa ipotesi è legato alla presenza di un grande stagno che, all'inizio del secolo, si trovava al centro del paese.
Galleria video
Numero video: 13
VISITA LA MOSTRA 6 PITTORI Ottobre 2021
Modalità di accesso
Ingresso carrabile